Disturbi alimentari: a Sassari un corso per riconoscerli prima, dal triage al “Codice Lilla”
05/03/2026
I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione rappresentano una delle aree più complesse della medicina contemporanea. Colpiscono la sfera psicologica ma producono conseguenze organiche profonde, spesso progressive, che possono compromettere diversi apparati dell’organismo. La loro diagnosi, tuttavia, arriva con frequenza quando il quadro clinico è già consolidato.
Per migliorare la capacità di riconoscere queste patologie nei contesti sanitari di primo accesso, la Asl di Sassari ha promosso il corso di formazione “Intercettazione precoce del D-Na: il percorso Lilla”, dedicato agli operatori dei servizi di emergenza-urgenza del Nord Ovest Sardegna. L’iniziativa si terrà il 13 marzo nella sala conferenze della Palazzina H del complesso sanitario di Rizzeddu e nasce con un obiettivo preciso: fornire strumenti operativi per individuare tempestivamente i pazienti affetti da disturbi alimentari e orientarli verso percorsi terapeutici appropriati.
Disturbi alimentari: patologie complesse e spesso sottovalutate
Anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbo da alimentazione incontrollata (Binge Eating Disorder), forme con altra specificazione e il disturbo evitante o restrittivo dell’assunzione di cibo (ARFID) costituiscono un insieme di condizioni cliniche che condividono un elemento centrale: la presenza di comportamenti alimentari disfunzionali che alterano il rapporto con il cibo e con il corpo.
Questi disturbi producono effetti che vanno ben oltre la dimensione nutrizionale. Malnutrizione, squilibri metabolici, problemi cardiaci, complicanze gastrointestinali e disturbi endocrini sono solo alcune delle conseguenze possibili. A ciò si aggiungono ripercussioni significative sulla vita sociale, sulle relazioni e sul benessere psicologico.
Antonella Amadori, referente della struttura dedicata ai disturbi dell’alimentazione e responsabile scientifica della giornata formativa, sottolinea un aspetto spesso trascurato nella pratica clinica: molti pazienti arrivano nei servizi sanitari senza che il disturbo alimentare venga immediatamente riconosciuto come causa dei sintomi. Dolori addominali, svenimenti, alterazioni elettrolitiche o crisi ansiose possono rappresentare la manifestazione visibile di una condizione più profonda.
Il triage come momento decisivo: il ruolo del “Codice Lilla”
Proprio il pronto soccorso può diventare il luogo in cui emergono i primi segnali di un disturbo alimentare. L’accesso in emergenza, anche quando avviene per motivi apparentemente lontani dalla sfera nutrizionale, può rappresentare un momento decisivo per intercettare una richiesta di aiuto che non sempre viene espressa apertamente.
Per questo la formazione degli operatori sanitari assume un valore strategico. Il corso promosso dalla Asl di Sassari mira a rafforzare la capacità di riconoscere precocemente questi pazienti già durante la fase di accoglienza, attraverso l’applicazione del cosiddetto “Codice Lilla”, un protocollo specifico pensato per l’identificazione e la gestione dei disturbi alimentari nei servizi di emergenza.
L’attribuzione di questo codice consente di attivare una valutazione clinica più mirata e di indirizzare rapidamente il paziente verso servizi specialistici dedicati. In questo modo il pronto soccorso diventa un punto di accesso privilegiato per avviare una presa in carico strutturata, evitando che il disturbo rimanga nascosto per mesi o anni.
Numeri che raccontano un fenomeno diffuso
Le stime nazionali parlano di oltre due milioni di giovani tra i 12 e i 25 anni coinvolti da un disturbo della nutrizione e dell’alimentazione. Si tratta di dati che restituiscono la dimensione di un fenomeno spesso invisibile, caratterizzato da una forte ambivalenza nei confronti delle cure e da una scarsa consapevolezza della malattia.
Molti pazienti tendono infatti a minimizzare i sintomi o a non riconoscerne la gravità. La diagnosi arriva mediamente dopo circa due anni dall’esordio, quando le conseguenze fisiche e psicologiche risultano già consolidate.
Un percorso formativo per costruire una rete clinica
Il corso di Sassari si inserisce in questo contesto con un intento preciso: mettere a disposizione degli operatori sanitari strumenti pratici e condivisi per affrontare situazioni cliniche spesso complesse.
La formazione è rivolta principalmente al personale dei servizi di emergenza-urgenza, ma coinvolge anche professionisti di reparti come ostetricia e ginecologia, pediatria, neuropsichiatria infantile, medicina interna e servizi psichiatrici.
Attraverso questo percorso si punta a creare le basi per l’attivazione stabile del “Codice Lilla” nel territorio del Nord Ovest Sardegna e per una presa in carico multispecialistica dei pazienti con disturbi alimentari. Un intervento tempestivo può cambiare radicalmente la traiettoria della malattia, offrendo ai pazienti la possibilità di accedere prima a cure adeguate e a un accompagnamento terapeutico costruito su competenze integrate.
Le iscrizioni al corso sono aperte e prevedono il riconoscimento di 4 crediti ECM. La richiesta di partecipazione può essere inviata via mail all’indirizzo [email protected], specificando il ruolo sanitario.
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.