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I siti storici e archeologici nei dintorni di Sassari

14/03/2026

I siti storici e archeologici nei dintorni di Sassari
Di Gianni Careddu

Il territorio che circonda Sassari conserva una concentrazione straordinaria di siti archeologici e luoghi storici che raccontano la presenza umana in Sardegna fin dalla preistoria. In pochi chilometri si incontrano villaggi nuragici, necropoli scavate nella roccia, città di origine romana e complessi monumentali che testimoniano l’evoluzione delle comunità che hanno abitato la parte nord-occidentale dell’isola. Questo patrimonio diffuso permette di costruire itinerari culturali che attraversano paesaggi agricoli, altopiani calcarei e tratti costieri, offrendo una visione completa della storia del territorio.

Visitare questi luoghi significa osservare come il nord Sardegna sia stato un punto di incontro tra culture mediterranee diverse, dalle popolazioni nuragiche alle civiltà fenicie e romane. L’insieme dei siti archeologici situati nei dintorni di Sassari rappresenta quindi una delle aree più interessanti dell’isola per chi desidera approfondire la storia antica della Sardegna.

Monte d’Accoddi e il santuario preistorico

Tra i siti archeologici più singolari dell’intera Sardegna si trova il complesso di Monte d’Accoddi, situato a pochi chilometri da Sassari lungo la strada che conduce verso Porto Torres. Il monumento presenta una struttura sorprendente: una grande piattaforma in pietra accessibile tramite una lunga rampa che ricorda, per forma e concezione architettonica, alcuni templi dell’antica Mesopotamia.

La prima fase di costruzione del santuario risale al IV millennio avanti Cristo, quando le comunità neolitiche realizzarono un altare sopraelevato utilizzato probabilmente per rituali religiosi legati al culto degli antenati o a cerimonie collettive. In un periodo successivo il complesso venne ampliato e ricostruito con dimensioni maggiori, creando la struttura monumentale visibile oggi.

Attorno alla piattaforma sono stati rinvenuti resti di menhir, altari e altre strutture cerimoniali che suggeriscono la presenza di un importante centro religioso. La posizione isolata del sito e la monumentalità dell’architettura contribuiscono a rendere Monte d’Accoddi uno dei luoghi archeologici più enigmatici della Sardegna.

La necropoli di Sant’Andrea Priu

Nel territorio di Bonorva, a circa quaranta chilometri da Sassari, si trova la necropoli di Sant’Andrea Priu, uno dei complessi funerari più estesi della Sardegna prenuragica. Il sito comprende numerose domus de janas, tombe scavate nella roccia che risalgono al periodo compreso tra il IV e il III millennio avanti Cristo.

Le camere funerarie presentano decorazioni scolpite e architetture interne che riproducono elementi delle abitazioni dell’epoca, come travi, nicchie e pilastri. Questo tipo di struttura riflette la concezione simbolica della tomba come “casa dei morti”, un luogo destinato ad accogliere gli antenati e a mantenere un legame con la comunità dei vivi.

Una delle tombe più note della necropoli è la cosiddetta Tomba del Capo, caratterizzata da ambienti interni particolarmente ampi e da pitture parietali che rappresentano uno degli esempi più significativi di arte preistorica in Sardegna.

Il complesso di Sant’Andrea Priu offre quindi uno sguardo approfondito sulle pratiche funerarie delle antiche popolazioni dell’isola e sul loro rapporto simbolico con il mondo spirituale.

L’antica città romana di Turris Libisonis

A pochi chilometri da Sassari, nella città di Porto Torres, si trovano i resti dell’antica Turris Libisonis, uno dei principali centri urbani della Sardegna romana. Fondata nel I secolo avanti Cristo, la città rappresentava un importante porto commerciale collegato alle rotte mediterranee e alla rete amministrativa dell’Impero Romano.

Tra le strutture meglio conservate del sito archeologico emergono le terme centrali, un complesso monumentale utilizzato per attività sociali e igieniche che testimonia il livello di organizzazione urbana raggiunto dalla città. Le sale termali presentano pavimenti decorati e resti degli impianti di riscaldamento utilizzati nell’antichità.

Poco distante si trova anche il ponte romano sul Rio Mannu, una struttura in pietra costruita per collegare la città alle vie di comunicazione interne dell’isola. L’opera rappresenta uno degli esempi più significativi di ingegneria romana presenti in Sardegna.

L’area archeologica di Turris Libisonis consente di osservare come la Sardegna fosse integrata nel sistema economico e commerciale dell’Impero Romano, grazie alla presenza di porti e infrastrutture che favorivano gli scambi con altre regioni del Mediterraneo.

I complessi nuragici del nord Sardegna

Il territorio che circonda Sassari conserva numerosi esempi di architettura nuragica, la civiltà che tra il II e il I millennio avanti Cristo costruì migliaia di torri megalitiche in tutta la Sardegna. Questi monumenti, realizzati con grandi blocchi di pietra sovrapposti senza malta, rappresentano una delle espressioni più caratteristiche della preistoria mediterranea.

Tra i siti più interessanti si trova il nuraghe Santu Antine, nel territorio di Torralba, considerato uno dei complessi nuragici più imponenti dell’isola. La struttura principale è costituita da una torre centrale alta circa diciassette metri, circondata da torri laterali collegate da corridoi interni.

L’architettura del nuraghe presenta scale interne, camere sovrapposte e un sistema di passaggi che testimonia una conoscenza avanzata delle tecniche costruttive. Attorno al monumento si sviluppa un villaggio nuragico composto da capanne circolari che indicano la presenza di una comunità stabile.

Questi complessi archeologici permettono di comprendere l’organizzazione sociale delle popolazioni nuragiche e il ruolo strategico dei nuraghi nel controllo del territorio.

Paesaggi archeologici tra storia e natura

Molti dei siti storici situati nei dintorni di Sassari si trovano all’interno di paesaggi naturali rimasti in gran parte intatti, un elemento che contribuisce a rendere la visita particolarmente suggestiva. I monumenti archeologici appaiono spesso immersi in contesti rurali o collinari che conservano ancora oggi caratteristiche simili a quelle del passato.

Il rapporto tra archeologia e ambiente naturale rappresenta uno degli aspetti più interessanti del territorio sassarese. Villaggi preistorici, tombe scavate nella roccia e torri nuragiche emergono tra campi coltivati, pascoli e altopiani calcarei, creando un dialogo continuo tra storia e paesaggio.

Questa dimensione paesaggistica permette di osservare i siti archeologici non come monumenti isolati, ma come parte di un sistema territoriale più ampio in cui le comunità antiche hanno costruito insediamenti, sviluppato attività agricole e stabilito relazioni commerciali con altre aree del Mediterraneo.

L’esplorazione dei siti storici nei dintorni di Sassari offre quindi un’esperienza che unisce ricerca archeologica, scoperta del territorio e comprensione delle radici culturali della Sardegna settentrionale.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.