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Ozieri, il Segni si rafforza con la Terapia Subintensiva: un nodo strategico per la rete del Nord Sardegna

23/02/2026

Ozieri, il Segni si rafforza con la Terapia Subintensiva: un nodo strategico per la rete del Nord Sardegna

L’ospedale “Antonio Segni” di Ozieri si prepara a consolidare il proprio ruolo all’interno della rete ospedaliera del Nord Sardegna attraverso l’attivazione di un’area di Terapia Subintensiva a elevato contenuto tecnologico e assistenziale. Un passaggio che si inserisce nel più ampio percorso di riqualificazione del presidio avviato nel 2022 con l’istituzione della Asl 1 e che punta a rafforzare l’integrazione con le Rianimazioni dell’Ospedale Civile di Alghero, con le due Rianimazioni dell’Aou di Sassari – sede di Hub – e con le strutture della Gallura.

La posizione geografica di Ozieri, baricentrica rispetto a diversi bacini territoriali, offre una base logistica favorevole per costruire un sistema coordinato di terapie intensive e sub intensive, capace di distribuire in modo più equilibrato i carichi assistenziali e garantire risposte tempestive alle condizioni di maggiore complessità clinica.

Un’area critica con funzioni differenziate

Il modello organizzativo delineato prevede la creazione di un’area critica subintensiva che intercetti situazioni eterogenee di instabilità clinica, rendendo disponibili posti letto attrezzati per il monitoraggio avanzato. L’obiettivo è duplice: elevare il livello di sicurezza per i pazienti e, al contempo, ottimizzare l’utilizzo delle risorse disponibili nell’intera rete ospedaliera.

La Terapia Subintensiva sarà articolata su quattro direttrici operative. La prima riguarda l’ambito post operatorio: una zona di recupero dedicata alla stabilizzazione dei pazienti dopo l’intervento chirurgico, con monitoraggio continuo delle funzioni vitali e gestione del dolore, prima del trasferimento in reparto o, se necessario, in terapia intensiva. Una soluzione particolarmente rilevante per i pazienti fragili e pluripatologici, come gli anziani con fratture, che potranno essere seguiti in un contesto più appropriato rispetto alla degenza ordinaria.

La seconda funzione è di natura internistica e si rivolge ai pazienti provenienti dal pronto soccorso o dai reparti, clinicamente instabili o a elevato rischio di peggioramento. In questi casi, la disponibilità di un’area subintensiva consente un monitoraggio ravvicinato, evitando ricoveri impropri in terapia intensiva e garantendo maggiore sicurezza rispetto ai reparti tradizionali.

Neurovascolare ed emodinamica: risposte mirate alle urgenze

Il terzo indirizzo riguarda il monitoraggio neurovascolare, con particolare attenzione all’ictus cerebrale ischemico acuto nella fase successiva alla trombolisi, quando non sussistano indicazioni per il trasferimento all’Hub. Un presidio di questo tipo consente di seguire il paziente in una fase delicata, riducendo i tempi di spostamento e migliorando la continuità assistenziale.

Completa il quadro l’indirizzo di monitoraggio emodinamico, destinato al trattamento delle principali patologie cardiovascolari che richiedono controllo elettrocardiografico ed emodinamico per un periodo limitato ma intensivo. Anche in questo ambito, la presenza di un’area dedicata permette di intercettare precocemente eventuali complicanze e modulare l’assistenza in modo proporzionato alla gravità del quadro clinico.

Secondo il direttore generale della Asl di Sassari, Flavio Sensi, l’attivazione della Terapia Subintensiva multidisciplinare consentirà di ampliare l’attività operatoria del presidio, estendendola anche a pazienti con profili di rischio più elevati, senza subordinare la programmazione chirurgica alla disponibilità di posti letto nelle terapie intensive dell’Hub. Allo stesso tempo, si punta a ridurre la mobilità extraospedaliera e i ricoveri inappropriati, alleggerendo la pressione sulle strutture di riferimento.

Il progetto del Segni si configura così come un tassello coerente di una strategia più ampia: costruire una rete ospedaliera integrata, in cui ogni presidio svolga una funzione definita e complementare, rafforzando la qualità dell’assistenza e la capacità di risposta dell’intero sistema sanitario del Nord Sardegna.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to