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Ozieri, nuove terapie sottocutanee per la sclerosi multipla: il “Segni” rafforza il suo ruolo nel Logudoro

19/02/2026

Ozieri, nuove terapie sottocutanee per la sclerosi multipla: il “Segni” rafforza il suo ruolo nel Logudoro
Foto di: “© FSL - Laboratorio di Neuroimmunologia - 08” by Fondazione Santa Lucia, CC BY-NC-SA 2.0"

Nel centro per la sclerosi multipla attivo nella Struttura complessa di Neurologia dell’ospedale “Antonio Segni” di Ozieri sono stati avviati percorsi clinici che prevedono l’impiego di farmaci innovativi, con modalità di somministrazione sottocutanea e cadenza semestrale. Un aggiornamento terapeutico che incide concretamente sull’organizzazione delle cure e sulla qualità di vita dei pazienti.

«Un nuovo tassello per dare risposte ai nostri cittadini e rendere sempre più attrattivo l’ospedale “Segni”, che diventa punto di riferimento per tutto il bacino del Logudoro e anche oltre l’Asl», sottolinea il direttore generale della Asl di Sassari, Flavio Sensi. Il presidio di Ozieri, negli ultimi anni, ha progressivamente ampliato la propria capacità di presa in carico specialistica, intercettando una domanda che supera i confini territoriali tradizionali.

La maggior parte dei pazienti seguiti proviene dal Sassarese, ma si registra un incremento costante di accessi dalla Gallura e dal Nuorese, segno di una mobilità sanitaria motivata dalla ricerca di percorsi strutturati e continuità assistenziale.

Una somministrazione ogni sei mesi: impatto clinico e organizzativo

Nel dettaglio, l’ambulatorio dedicato alla sclerosi multipla ha attivato la somministrazione di nuovi farmaci sottocute. «Abbiamo avviato i percorsi per terapie che presentano vantaggi significativi, soprattutto per la semplicità di somministrazione, che può avvenire anche soltanto due volte l’anno», spiega Gianluca Deiana, direttore della Sc di Neurologia del “Segni”.

Il dato è tutt’altro che secondario. La possibilità di effettuare un’iniezione sottocutanea con cadenza semestrale riduce drasticamente la frequenza degli accessi rispetto ai protocolli endovenosi tradizionali, alleggerendo tempi di permanenza in ospedale e carico organizzativo.

La modalità sottocutanea mantiene un profilo di efficacia e sicurezza sovrapponibile a quello delle terapie infusive, ma introduce una gestione più snella, con benefici tangibili sull’aderenza terapeutica, aspetto decisivo in una patologia cronica e complessa come la sclerosi multipla.

Accesso alle cure e continuità assistenziale

I pazienti vengono presi in carico attraverso la prenotazione di una prima visita neurologica tramite Cup presso l’ambulatorio dedicato, oppure a seguito di accesso in Pronto soccorso. Da qui prende forma un percorso personalizzato che integra monitoraggio clinico, valutazioni periodiche e somministrazione in ambiente controllato.

«La possibilità di effettuare la terapia in ambulatorio garantisce sicurezza clinica e monitoraggio costante», evidenzia Deiana. La riduzione dei tempi di somministrazione e la cadenza semestrale incidono anche sulla dimensione quotidiana della malattia: meno spostamenti, minore impatto sull’attività lavorativa, alleggerimento per i caregiver, che spesso sostengono in modo silenzioso l’intero percorso di cura.

Sul piano organizzativo, l’introduzione di queste terapie consente di ottimizzare risorse e programmazione delle attività, migliorando la gestione dei flussi e liberando spazi per altri bisogni assistenziali.

Per il territorio del Logudoro e per le aree limitrofe, l’attivazione di questi percorsi consolida il ruolo del “Segni” come polo specialistico in grado di coniugare innovazione terapeutica e prossimità, offrendo una risposta qualificata a una comunità che chiede cure efficaci, accessibili e integrate.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to