Sassari, al Padiglione Tavolara la mostra “Sardegna, Novecento di confine”
17/04/2026
Il Comune di Sassari rafforza il proprio profilo culturale ospitando negli spazi del Padiglione Tavolara la mostra “Sardegna, Novecento di confine”, uno degli appuntamenti espositivi di maggiore rilievo della stagione. L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio di valorizzazione della città come luogo capace di attrarre pubblico, produrre visibilità e consolidare un’offerta culturale riconoscibile anche oltre il perimetro regionale.
Promossa dalla Fondazione di Sardegna attraverso la piattaforma ArS – Arte condivisa in Sardegna, l’esposizione resterà visitabile fino al 28 giugno e propone un approfondimento sui principali artisti sardi della prima metà del Novecento, letti dentro una prospettiva nazionale, senza riduzioni folkloriche o interpretazioni puramente localistiche. La curatela di Maria Paola Dettori accompagna il visitatore in un percorso costruito con rigore, che restituisce il dialogo continuo tra radici identitarie e aperture verso i linguaggi artistici del tempo.
Settantacinque opere per raccontare la ricchezza del Novecento sardo
La mostra riunisce 75 opere tra dipinti, incisioni, sculture, bozzetti, taccuini di disegni e fotografie d’epoca. Un patrimonio articolato che consente di osservare la produzione artistica isolana nella sua complessità, mettendo in relazione autori e temi che hanno attraversato il dibattito figurativo italiano del Novecento. Nel percorso compaiono nomi centrali come Giuseppe Biasi, Stanis Dessy, Cesare Cabras, Gavino Tilocca, Eugenio Tavolara e Francesco Ciusa, figure che hanno contribuito in modo originale alla definizione di una sensibilità artistica capace di stare dentro il proprio tempo.
Il progetto espositivo si sviluppa per sezioni tematiche, offrendo una lettura chiara dei nuclei più significativi della ricerca figurativa del periodo. Emergono così il paesaggio e il rapporto tra natura e città, l’Italia rurale e la Sardegna dei campi e delle miniere, il ritratto sospeso tra decorazione e monumentalità, la rappresentazione della figura femminile tra mito e modernità, il culto del corpo e della giovinezza, fino alla natura morta e al tema coloniale. È una costruzione che permette di cogliere affinità, differenze e tensioni interne a una stagione artistica troppo spesso raccontata in modo semplificato.
Opere rare e lavori poco accessibili al centro del percorso
Uno degli aspetti più interessanti della mostra riguarda la presenza di lavori normalmente non accessibili al pubblico, comprese opere poco conosciute o presentate per la prima volta, in alcuni casi note finora soltanto attraverso documentazione fotografica. Il percorso acquista così anche un valore di riscoperta e approfondimento, capace di restituire materiali e testimonianze raramente visibili in un unico contesto.
Tra i casi più rilevanti figurano i bassorilievi di Eugenio Tavolara dedicati a “Il risparmio e il lavoro” (1943), in parte ricostruiti per l’occasione, e i gessi di Francesco Ciusa per lo Stadio dei Marmi di Roma, documentati anche attraverso immagini storiche. A questi si aggiungono opere che furono presentate in sedi di grande prestigio, come la Biennale di Venezia e la Quadriennale di Roma, a conferma della piena partecipazione degli artisti sardi ai principali circuiti espositivi nazionali e internazionali.
Una strategia culturale che rafforza il ruolo di Sassari
L’esposizione si colloca all’interno di una strategia culturale più ampia portata avanti dal Comune di Sassari, che attraverso il Padiglione Tavolara punta a consolidare una programmazione continuativa e di qualità. La scelta di ospitare un progetto di questo livello conferma la volontà di rendere la città un punto di riferimento per il turismo culturale e per la diffusione artistica, valorizzando un luogo che negli anni sta assumendo un ruolo sempre più riconoscibile nel panorama espositivo isolano.
In questa prospettiva, la collaborazione con la Fondazione di Sardegna rappresenta un esempio concreto di sinergia istituzionale capace di produrre ricadute culturali e di immagine per l’intero territorio. La mostra è aperta al pubblico con ingresso libero, dal martedì al sabato, dalle 10 alle 19.30, offrendo così un’occasione accessibile per attraversare una stagione artistica di grande intensità e comprenderne il valore dentro la storia culturale della Sardegna e dell’Italia del Novecento.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.