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Sassari, il nuovo asilo di via Fais diventa un modello di edilizia scolastica sostenibile

11/04/2026

Sassari, il nuovo asilo di via Fais diventa un modello di edilizia scolastica sostenibile

Un edificio pensato per il futuro, costruito con criteri ambientali avanzati e progettato per offrire ai bambini spazi più accoglienti, efficienti e flessibili. A Sassari, nel quartiere di Monte Rosello Alto, il nuovo asilo nido di via Angelo Fais si presenta come uno degli interventi più significativi realizzati in città nell’ambito dell’edilizia per l’infanzia, sia per la qualità tecnica della struttura sia per il valore pubblico dell’opera.

Il vecchio stabile è stato demolito e sostituito con un nuovo edificio finanziato attraverso la Missione 4 del PNRR, dedicata a istruzione e ricerca, con un investimento complessivo di 3 milioni e 283 mila euro, ai quali si aggiunge il contributo di un milione di euro da parte del Comune di Sassari.

L’intervento è stato completato nel rispetto della tempistica prevista dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, elemento che ne rafforza il rilievo non soltanto sul piano edilizio, ma anche su quello amministrativo. La scelta di procedere con la demolizione e ricostruzione, anziché con una ristrutturazione dell’esistente, è maturata in seguito alla valutazione tecnica delle condizioni del vecchio immobile.

Il progetto di fattibilità tecnico-economica, redatto dall’ingegnere Carlo Desole, ha infatti evidenziato l’opportunità di realizzare una struttura del tutto nuova, in grado di rispondere meglio agli standard richiesti oggi per i servizi educativi della prima infanzia.

Un asilo da 72 posti costruito con materiali naturali e soluzioni ad alte prestazioni

Il nuovo nido è stato progettato per accogliere 72 bambini, distribuiti in quattro sezioni dedicate alle diverse fasce di età, da 0 a 12 mesi, da 12 a 24 e da 24 a 36 mesi. Si tratta di una struttura di circa mille metri quadrati, affiancata da uno spazio esterno di pari estensione destinato al verde, elemento che contribuisce a definire un ambiente più aperto, vivibile e coerente con le esigenze educative e relazionali dei più piccoli.

Uno degli aspetti più interessanti dell’opera riguarda la qualità costruttiva. L’edificio è stato realizzato con tecniche e materiali scelti per garantire un basso impatto ambientale e prestazioni elevate sotto il profilo acustico e termoigrometrico. La struttura portante e l’involucro esterno adottano un sistema platform frame con pareti portanti e telai in legno lamellare, preisolati con paglia compressa e pretrattata, poi completati con perlinato in abete e lastre in gessofibra. È una soluzione che unisce sostenibilità, comfort interno e attenzione alla qualità dell’abitare, tema particolarmente importante in una struttura frequentata da bambini molto piccoli.

Anche gli impianti rispondono a questa impostazione. La climatizzazione è alimentata elettricamente attraverso pompe di calore, lo stesso sistema scelto per la produzione di acqua calda sanitaria. L’illuminazione è regolata da un sistema di controllo capace di adattarsi agli apporti di luce naturale, integrato con sensori di presenza e con tre ampi lucernari negli spazi comuni. Ne deriva un edificio che non cerca soltanto l’efficienza energetica, ma lavora sulla qualità complessiva dell’ambiente, mettendo insieme comfort, sostenibilità e funzionalità quotidiana.

Un’opera pubblica che guarda alla qualità e alla durata

La progettazione e la realizzazione dell’intervento sono state aggiudicate alla Società Poseidon Consorzio Stabile scarl di Miglianico, in provincia di Chieti, per un importo vicino ai 2 milioni di euro. L’esecuzione delle opere è stata poi affidata alla consorziata AT&T srl di Sassari, mentre il progetto esecutivo è stato sviluppato dal raggruppamento temporaneo di professionisti IP Ingegneria srl. Nel corso dei lavori, dopo il completamento delle indagini fisiche, meccaniche e strutturali del sottosuolo, sono state introdotte ulteriori modifiche migliorative, riguardanti la copertura, il controsoffitto, la pavimentazione interna, il sistema di isolamento acustico, il controllo dell’illuminazione e la sistemazione in sicurezza del terreno esterno.

Questi interventi aggiuntivi raccontano bene il senso dell’opera: non una costruzione eseguita in modo standard, ma un edificio calibrato con attenzione, adattato alle esigenze emerse durante il percorso e pensato per offrire una risposta durevole alla comunità. In un settore come quello dell’edilizia scolastica, nel quale troppo spesso il dibattito si concentra soltanto sull’urgenza di aprire o riaprire strutture, la qualità tecnica e la visione di lungo periodo fanno la differenza.

Il sopralluogo della commissione e il valore pubblico dell’intervento

Il nuovo asilo di via Fais è stato al centro di un sopralluogo della commissione Lavori pubblici del Consiglio comunale, presieduta dalla consigliera Melania Delogu, insieme all’assessore competente Salvatore Sanna. Proprio in questa occasione l’assessore ha ribadito quanto l’amministrazione consideri strategico l’intervento, definendolo una struttura efficiente, funzionale e innovativa, almeno nel panorama cittadino sassarese.

Il giudizio espresso da Sanna sottolinea anche la continuità amministrativa che ha accompagnato il progetto. L’opera, avviata dalla precedente amministrazione, è stata portata a compimento dall’attuale giunta guidata da Giuseppe Mascia in un arco di circa un anno e mezzo. Un passaggio che contribuisce a rafforzare il valore istituzionale dell’intervento: quando un’opera pubblica riesce a superare il cambio di amministrazione senza perdere tempi, qualità e direzione, dimostra una maturità progettuale che merita di essere rilevata.

Il nuovo nido di via Angelo Fais restituisce così alla città non soltanto un servizio, ma anche un esempio concreto di come le risorse del PNRR possano tradursi in infrastrutture realmente capaci di migliorare la qualità della vita urbana. Per Sassari significa ampliare l’offerta educativa per la prima infanzia; per il dibattito pubblico, significa mostrare che sostenibilità, innovazione e funzione sociale possono convivere dentro un’opera pubblica ben progettata.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to