Sassari Viva, tre anni di lavoro sul centro storico tra comunità, commercio e nuovi modi di abitare
07/04/2026
Ci sono interventi che si misurano in metri quadri recuperati, facciate restaurate, cantieri aperti e opere concluse. E poi ci sono processi più difficili da fotografare, ma spesso decisivi per capire se una trasformazione urbana abbia davvero la forza di incidere sulla vita quotidiana di un quartiere. È il caso delle cosiddette azioni immateriali, il cuore di Sassari Viva, il progetto promosso dal Comune di Sassari e finanziato attraverso il Pinqua, il Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare, con l’obiettivo di rendere il centro storico più attrattivo, più abitato e più capace di riconoscersi in una visione condivisa.
Qui il punto non era limitarsi a intervenire sugli spazi, ma interrogarsi sulle relazioni che quegli spazi generano, sulle funzioni che possono assumere, sui bisogni diffusi che emergono quando si ascoltano residenti, commercianti, associazioni, artigiani e operatori culturali. In questo senso il percorso si è sviluppato come un lavoro di tessitura urbana e sociale, costruito nel tempo attraverso analisi, confronti, strumenti di partecipazione e momenti pubblici di ascolto. Un percorso che ora arriva a un passaggio simbolico importante, con due giornate, l’8 e il 9 aprile, dedicate al racconto dei risultati raggiunti e delle prospettive aperte.
Un progetto che ha scelto la partecipazione come infrastruttura
Il titolo scelto per l’iniziativa conclusiva, “Tre anni di idee diventano comunità”, restituisce bene il senso del lavoro svolto. A fare da quartier generale sarà la sala conferenze di largo Infermeria San Pietro, ma una parte rilevante del programma si muoverà dentro i luoghi stessi del centro, quasi a ribadire che il progetto ha trovato significato proprio nel rapporto diretto con il tessuto urbano.
L’8 aprile alle 16, all’Urban Living Lab di corso Vittorio Emanuele 155, verrà inaugurato il Museo aperto dei Candelieri, un percorso diffuso che attraversa le vie del centro e che si compone di tredici opere dedicate alla Faradda, alla sua memoria e ai suoi protagonisti. In esposizione ci sarà anche il risultato dei laboratori di giochi e arredi autocostruiti realizzati con le scuole cittadine, un altro tassello che segnala come il progetto abbia lavorato anche sulla trasmissione culturale e sulla capacità di coinvolgere le giovani generazioni. Alle 17.30 dallo stesso Lab partirà il tour del Museo aperto, lungo un itinerario che collega le sedi dei Gremi e i luoghi delle vestizioni, dentro una lettura del centro storico che intreccia arte, identità e pratiche collettive.
È proprio qui che Sassari Viva ha mostrato il suo tratto più interessante: considerare la partecipazione non come un rituale accessorio, ma come una vera infrastruttura civica. Il presidio attivato in corso Vittorio Emanuele, la costruzione di relazioni con il tessuto commerciale, la nascita di tavoli tematici e la sperimentazione di strumenti condivisi hanno dato corpo a un metodo che guarda al centro non come a uno spazio da “riempire”, bensì come a un organismo da rimettere in connessione con chi lo vive e lo attraversa.
Commercio urbano, artigianato e abitare collaborativo
Il 9 aprile, nella sessione del mattino in largo Infermeria San Pietro, il focus sarà dedicato alla coesione sociale. Ad aprire i lavori saranno il sindaco Giuseppe Mascia, l’assessora alle Politiche della casa Patrizia Mercuri e il direttore generale di Palazzo Ducale Antonio Spano, responsabile dell’Unità di progetto del Pinqua. Seguiranno la presentazione della piattaforma Sassari Viva e un approfondimento sull’Ufficio intersettoriale per la valorizzazione del commercio urbano, insieme al lavoro sviluppato dai tavoli tematici.
Da questo confronto sono nati strumenti che puntano a incidere in modo concreto sulla tenuta economica del centro storico. Il Comune si prepara infatti a sottoscrivere Patti di collaborazione con associazioni di categoria, commercianti e artigiani per promuovere interventi capaci di restituire centralità a un’area che da molto tempo sconta la perdita di funzioni e attrattività. Un ulteriore patto riguarderà gli artigiani e la possibile individuazione di spazi per laboratori rivolti ai giovani, mentre un altro coinvolgerà anche le associazioni culturali, con l’intento di integrare commercio e artigianato dentro l’offerta culturale e turistica della città.
Alle 13 il programma si trasferirà in piazza Santa Caterina, dove sarà allestita l’Expo delle azioni avviate: uno spazio di confronto aperto, con materiali divulgativi, stand e strumenti sviluppati durante il progetto. Più che una vetrina finale, sarà un passaggio pubblico utile a mostrare che molte delle attività impostate in questi anni hanno ancora margine per crescere e consolidarsi.
Nel pomeriggio, dalle 15.30, i lavori torneranno in largo Infermeria San Pietro per la sessione dedicata all’abitare, l’altro grande asse su cui si è mosso Sassari Viva. Verranno presentati il business plan per l’acquisizione e la riqualificazione dei ruderi censiti, la mappatura interattiva e l’ampliamento dell’housing diffuso, oltre al Patto di collaborazione con i soggetti del Terzo settore che hanno aderito alla manifestazione d’interesse per l’ideazione di un gestore sociale cooperativo. Sul tavolo ci sarà anche la sperimentazione delle attività di community management, segnale di una visione che non separa gli immobili dalle relazioni, gli alloggi dai servizi, il recupero fisico dalla qualità dell’abitare.
In filigrana resta una lezione politica e amministrativa che il progetto consegna alla città. Alcuni processi urbani chiedono continuità, pazienza, capacità di attraversare mandati diversi senza disperdere il lavoro già impostato. Sassari Viva racconta proprio questo: che la rigenerazione, quando prova a durare, ha bisogno di tempo, di metodo e di una comunità messa nelle condizioni di riconoscersi parte attiva del cambiamento.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to