Work in PoliSS: a Monte Rosello un cantiere aperto di rigenerazione urbana e sociale
26/02/2026
A Monte Rosello, in via Baldedda 15, il Centro PoliSS si prepara a cambiare passo senza cambiare natura: restare un luogo di incontro, ma diventare anche un laboratorio continuo, dove la comunità sperimenta, costruisce, ripara, immagina. “Work in PoliSS – Sassari, Monte Rosello” nasce con un’idea chiara: aprire porte e competenze, mettere in circolo energie diverse, creare occasioni concrete di partecipazione che non si esauriscano in un evento, ma lascino tracce utili nel quartiere.
Il Centro PoliSS, già da anni punto di riferimento e spazio di aggregazione giovanile, diventa il punto di partenza di un percorso che si sviluppa insieme alle persone che lo attraversano. L’impostazione è pratica, quasi artigianale nel metodo: laboratori di rigenerazione, attività aperte, sperimentazioni sul modo di vivere gli spazi e di abitare le relazioni. L’obiettivo non è “abbellire”, ma rendere più abitabile, più riconoscibile, più condiviso.
Un progetto che unisce istituzioni e territorio, con una regia dichiarata
Work in PoliSS è una fucina di rigenerazione urbana e sociale attivata dal settore Politiche e servizi di coesione sociale e Pari opportunità del Comune di Sassari e promossa da Officine Condivise, associazione di promozione sociale che dal 2020 lavora per offrire alla città luoghi dove valorizzare artigianato e manualità, in dialogo costante con le realtà locali.
Attorno a questa traiettoria si muove una rete che, già nei nomi, racconta la varietà di sguardi chiamati in causa: Comune di Sassari, Officine Condivise, Emporio Braccia Tese, Le Ragazze Terribili, Architettura Alghero, Orizzontale, 4-ESSE, Fondazione Baggi Sisini, Fondazione con il Sud. È una costellazione che mette insieme dimensione sociale e culturale, progettazione e prossimità, competenze tecniche e capacità di attivare persone.
A raccontare ciò che il progetto è oggi e ciò che ambisce a diventare intervengono figure istituzionali e operative: il sindaco Giuseppe Mascia, l’assessora Lalla Careddu, Paola Salvadori (project manager di Officine Condivise) e Nasrin Mohiti Asli, fondatrice di Orizzontale e capoprogetto per la parte architettonica. Un dettaglio che pesa: la componente spaziale non viene trattata come “cornice”, ma come materia viva, capace di orientare comportamenti, sicurezza percepita, senso di appartenenza.
Laboratori, comunità, futuro: che cosa può accadere dentro e fuori il PoliSS
La promessa più interessante di Work in PoliSS sta nell’apertura: artigiani, cittadini, professionisti, associazioni, giovani. Non come pubblico, ma come parte attiva. Un laboratorio, quando funziona, produce oggetti e allo stesso tempo relazioni: mani che lavorano insieme, competenze che passano di persona in persona, idee che smettono di restare “proposte” e diventano prototipi.
Dentro questo schema rientra anche il modo in cui si immagina il quartiere: non solo come perimetro urbano, ma come insieme di bisogni, talenti, opportunità non ancora connesse. Se il Centro PoliSS diventa un punto di riferimento anche per chi non lo frequentava, allora la rigenerazione smette di essere una parola tecnica e torna a significare una cosa semplice: prendersi cura di uno spazio comune perché ci si riconosce, perché ci si torna, perché ci si sente attesi.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to