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Blue tongue, la Asl di Sassari rilancia la campagna vaccinale: dosi gratuite e più responsabilità ai veterinari sul territorio

15/04/2026

Blue tongue, la Asl di Sassari rilancia la campagna vaccinale: dosi gratuite e più responsabilità ai veterinari sul territorio

La gestione della blue tongue in Sardegna entra in una nuova fase e il messaggio lanciato dalla Asl di Sassari alla Fiera regionale del bovino è stato netto: la vaccinazione resta lo strumento più efficace per proteggere il patrimonio zootecnico dell’isola, limitare le perdite economiche e affrontare con maggiore tempestività eventuali nuovi focolai. L’incontro, promosso dal Dipartimento di Prevenzione veterinaria del Nord Sardegna, ha rappresentato un passaggio importante di confronto tra istituzioni, associazioni di categoria e allevatori, chiamati oggi a misurarsi con le novità introdotte dal Decreto regionale n. 9 del 19 marzo 2026.

Il provvedimento segna un cambiamento rilevante nell’impostazione della campagna vaccinale. Il vaccino viene infatti fornito gratuitamente agli allevatori, mentre la somministrazione dovrà essere eseguita dal veterinario aziendale o da un veterinario libero professionista inserito nell’elenco dei professionisti autorizzati dal Servizio veterinario della Asl di Sassari. Resta invece a carico dell’allevatore il costo della prestazione professionale. È una scelta che punta a rafforzare il ruolo dei veterinari presenti sul territorio, rendendo più capillare e più vicina alle aziende la gestione della prevenzione sanitaria.

Una vaccinazione volontaria, ma decisiva per ottenere tutele e indennizzi

Nel corso dell’incontro è stato chiarito uno degli aspetti più importanti del nuovo assetto: la vaccinazione contro la blue tongue è volontaria, ma l’adesione al piano rappresenta una condizione fondamentale per poter accedere a rimborsi e indennizzi in caso di focolaio, indipendentemente dal sierotipo coinvolto. È questo il punto su cui la Asl di Sassari ha insistito con maggiore forza, invitando gli allevatori a non considerare la vaccinazione come un’opzione marginale, ma come una tutela concreta per il proprio allevamento.

Franco Sgarangella, direttore del Dipartimento Veterinario del Nord Sardegna, ha ricordato che, pur essendo la blue tongue classificata da Unione Europea e Ministero della Salute come malattia a basso rischio, la Sardegna ha scelto di mantenere alta l’attenzione per via dell’impatto molto pesante che le epidemie hanno avuto negli anni sul patrimonio zootecnico isolano. Per questa ragione la Regione ha deciso di finanziare il piano attraverso la distribuzione gratuita delle dosi, il coinvolgimento dell’Istituto zooprofilattico e il ricorso ai veterinari liberi professionisti incaricati direttamente dagli allevatori.

I numeri richiamati durante l’appuntamento di Ozieri spiegano meglio di qualsiasi formula la portata del problema. Nel territorio di competenza della Asl di Sassari, nel 2024, la blue tongue aveva provocato 1.400 focolai e la morte di oltre 35.000 capi. Nel 2025, grazie a una campagna vaccinale massiva, i focolai sono scesi a 140. Una riduzione che conferma l’efficacia della profilassi e che rende ancora più chiaro il senso dell’invito rivolto agli allevatori in vista della nuova campagna.

Vaccino e lotta al vettore: la prevenzione passa da un approccio integrato

Il confronto non si è limitato alla vaccinazione. Durante l’incontro è stata ribadita anche l’importanza della lotta all’insetto vettore, passaggio essenziale per contenere la diffusione del virus. Accanto alla copertura immunitaria degli animali, resta infatti indispensabile mettere in campo una serie di buone pratiche in grado di ridurre la presenza degli insetti responsabili della trasmissione della malattia.

Tra le misure indicate figurano i trattamenti contro gli insetti vettori, la riduzione dei siti di riproduzione — per esempio attraverso l’eliminazione di fanghi e liquami — e il monitoraggio costante degli animali mediante test sierologici e virologici. È un approccio integrato che tiene insieme profilassi, sorveglianza e gestione ambientale, nella consapevolezza che la sola vaccinazione, se non accompagnata da un controllo efficace del contesto, rischia di non bastare.

La Asl di Sassari ha inoltre sottolineato la necessità di concludere la campagna vaccinale entro il mese di luglio, così da aumentare rapidamente il livello di immunità complessiva prima del periodo di massima attività vettoriale, previsto tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno. La tempistica, in questo caso, è parte integrante dell’efficacia del piano: vaccinare tardi significa esporsi a un rischio maggiore proprio nella fase in cui la circolazione del virus può intensificarsi.

Per accompagnare allevatori e professionisti in questa fase, la Asl di Sassari ha attivato sul proprio sito istituzionale una sezione dedicata alla blue tongue, dove sono consultabili le novità introdotte dal decreto regionale, la modulistica necessaria per aderire alla vaccinazione e l’elenco aggiornato dei veterinari autorizzati. Uno strumento utile, pensato per rendere più semplice l’accesso alle informazioni e per facilitare l’organizzazione della campagna in un settore che, in Sardegna, resta particolarmente esposto agli effetti sanitari ed economici della malattia.

Il nuovo modello messo a punto dalla Regione e illustrato dalla Asl di Sassari prova dunque a conciliare sostegno pubblico, responsabilità aziendale e presidio sanitario diffuso. Il successo della strategia dipenderà adesso dalla rapidità con cui le aziende aderiranno alla campagna e dalla capacità del sistema veterinario di costruire una copertura ampia prima della stagione più critica.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to