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Lumpy Skin Disease, nel Nord Sardegna parte la vaccinazione dei bovini

11/05/2026

Lumpy Skin Disease, nel Nord Sardegna parte la vaccinazione dei bovini

È partita questa mattina nel Nord ovest della Sardegna la campagna di vaccinazione dei bovini contro il virus della Lumpy Skin Disease. Le prime 10.000 dosi sono state consegnate dall’Istituto Zooprofilattico della Sardegna al Servizio di Sanità Animale del Dipartimento di Prevenzione Veterinaria del Nord Sardegna, dopo la nuova emergenza legata ai focolai registrati nel sud ovest dell’Isola e al conseguente blocco delle movimentazioni.

Obiettivo: vaccinare 55mila bovini entro inizio agosto

La campagna seguirà le direttive regionali e coinvolgerà 54 veterinari del Servizio di Sanità Animale. Secondo quanto indicato da Giuseppe Bitti, responsabile del Piano di Vaccinazione della Lsd, l’obiettivo è completare le somministrazioni entro la prima settimana di agosto.

Il piano riguarderà 2.081 aziende zootecniche del territorio, per un patrimonio vaccinabile stimato in circa 55.000 capi bovini. La Regione Sardegna, d’intesa con il Ministero, ha previsto l’acquisto delle dosi necessarie per proteggere l’intero patrimonio bovino regionale, così da contenere la diffusione della malattia e ripristinare le condizioni sanitarie richieste per le movimentazioni e l’export.

Nel 2025 in Sardegna erano stati registrati 79 focolai di Lumpy Skin Disease, di cui 9 nel territorio dell’Asl di Sassari, concentrati nell’area del Goceano. Quei focolai erano stati estinti grazie a una campagna vaccinale tempestiva, che aveva raggiunto il 98% delle aziende e il 99% dei capi.

Nuovo vaccino e attenzione agli insetti vettori

Per la nuova campagna sarà utilizzato un vaccino già impiegato in Bulgaria, indicato dalle autorità sanitarie come garantito in termini di efficacia e sicurezza. Le somministrazioni interesseranno tutti i bovini di età superiore ai sei mesi.

Franco Sgarangella, direttore del Dipartimento di Prevenzione Veterinaria del Nord Sardegna, ha ricordato che la vaccinazione resta il cardine della profilassi, ma deve essere accompagnata dal controllo degli insetti vettori, passaggio essenziale per ridurre il rischio di diffusione della malattia negli allevamenti.

L’adesione degli allevatori sarà determinante per raggiungere la copertura prevista. L’obiettivo indicato dal Dipartimento è vaccinare almeno il 98% degli allevamenti, soglia ritenuta necessaria per recuperare rapidamente le precondizioni sanitarie indispensabili alla ripresa dell’esportazione dei capi.

Asl Sassari: collaborazione decisiva con allevatori e Comuni

Il ritorno dell’emergenza sanitaria veterinaria preoccupa il comparto zootecnico sardo, già condizionato dal blocco delle movimentazioni. La Lumpy Skin Disease può avere ricadute rilevanti sull’attività degli allevatori, sia per gli effetti diretti sugli animali sia per le restrizioni imposte alla circolazione dei capi e ai mercati.

Il direttore generale della Asl di Sassari, Antonio Lorenzo Spano, ha sottolineato la necessità di affrontare con rapidità l’emergenza epidemica, richiamando il lavoro svolto dai Servizi Veterinari e il rapporto di collaborazione con allevatori, associazioni di categoria e amministratori locali.

La campagna avviata nel Nord Sardegna punta quindi a replicare l’efficacia dell’intervento realizzato nel 2025 nel Goceano, quando la copertura vaccinale capillare aveva consentito l’estinzione dei focolai nell’area. La priorità, ora, è procedere con le somministrazioni nei tempi stabiliti, ridurre il rischio di nuovi contagi e tutelare un settore centrale per l’economia agro-zootecnica dell’Isola.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.