Dermatite bovina in Sardegna, Confagricoltura critica le assenze al Tavolo verde
22/04/2026
Le assenze dell’Assessorato della Sanità e dei Servizi veterinari al Tavolo verde convocato oggi a Cagliari dall’assessore dell’Agricoltura Francesco Agus hanno segnato il confronto sull’emergenza legata ai nuovi focolai di dermatite nodulare contagiosa dei bovini. A sollevare il tema è stato il presidente di Confagricoltura Sardegna, Stefano Taras, che a margine dell’incontro ha parlato di un quadro ancora privo di indicazioni chiare sulle strategie da adottare per affrontare la nuova manifestazione della malattia, registrata nel Sarrabus.
Confagricoltura: “Servono confronto sanitario e aggiornamenti costanti”
Secondo Taras, sul fronte della gestione dell’emergenza restano ancora da definire le modalità operative con cui contenere il contagio e garantire un’informazione efficace agli allevatori. Proprio su questo punto Confagricoltura Sardegna ha ribadito all’assessore Agus la disponibilità ad aprire un confronto approfondito con il sistema sanitario regionale, ritenuto decisivo per costruire un piano d’azione capace di arginare la malattia e, nello stesso tempo, di dare indicazioni puntuali alle migliaia di aziende bovine presenti nell’Isola.
Il nodo, ha spiegato il presidente dell’organizzazione agricola, riguarda anche la tenuta del rapporto di fiducia con gli allevatori che hanno seguito le disposizioni regionali. Taras ha ricordato che oltre il 96 per cento delle aziende ha aderito e collaborato all’attuazione del programma di vaccinazione ordinato dalla Regione nell’estate scorsa. Per questo, ha osservato, diventa complicato giustificare a chi ha rispettato le prescrizioni l’eventuale ritorno a misure drastiche di controllo della malattia.
Nel ragionamento di Confagricoltura pesa il rischio che la nuova recrudescenza epidemiologica, se affrontata senza una gestione adeguata, possa vanificare i sacrifici sostenuti finora dal comparto. Da qui la richiesta di un incontro urgente con l’Assessorato della Sanità e della costruzione di un percorso condiviso con tutto il sistema veterinario territoriale, in modo da avere aggiornamenti continui e decisioni coerenti con l’evoluzione del quadro sanitario.
Il timore del blocco delle movimentazioni dei capi
Tra i punti più delicati evidenziati da Taras c’è l’ipotesi di un nuovo blocco delle movimentazioni degli animali, sia all’interno della Sardegna sia oltre mare, come già avvenuto nel 2025. Una prospettiva che, secondo Confagricoltura, rischierebbe di mettere in seria difficoltà l’intero sistema produttivo dei bovini da carne dell’Isola, con effetti immediati sulla commercializzazione dei capi, sull’organizzazione aziendale e sulla sostenibilità economica degli allevamenti.
Il richiamo è netto: in assenza di indicazioni precise e tempestive, la gestione dell’emergenza rischia di scaricare ancora una volta sulle imprese il peso maggiore delle restrizioni. L’organizzazione agricola chiede quindi che ogni eventuale decisione venga costruita su basi tecniche solide, con il coinvolgimento diretto delle strutture sanitarie e veterinarie che dovranno tradurre le misure in pratica sul territorio.
Restano aperti i dubbi sulle domande PAC e sulle pratiche di pascolamento
Nel corso del Tavolo verde è tornato anche il tema delle anomalie nelle domande PAC collegate alle Pratiche locali tradizionali di pascolamento. Taras ha spiegato che le informazioni fornite durante la riunione non hanno chiarito i dubbi emersi negli ultimi mesi tra gli associati di Confagricoltura Sardegna e tra gli operatori dei Centri di assistenza agricola che seguono le pratiche degli allevatori.
Il punto riguarda soprattutto il mancato pagamento degli aiuti e una serie di criticità che, secondo l’associazione, si ripresentano ciclicamente da anni senza una soluzione definitiva. Per Confagricoltura restano ancora numerosi aspetti da approfondire, così da dare certezze alle aziende zootecniche e agli uffici che gestiscono le procedure amministrative legate ai contributi comunitari.
L’intervento di Taras consegna dunque un doppio segnale alla politica regionale: sull’emergenza sanitaria servono risposte immediate e coordinate, mentre sul versante delle PLT gli operatori del settore attendono chiarimenti concreti su un tema che incide direttamente sui flussi di sostegno alle imprese.
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