Caricamento...

Sassari365 Logo Sassari365

Pnrr a Sassari, sospese tre opere per tutelare il bilancio

12/05/2026

Pnrr a Sassari, sospese tre opere per tutelare il bilancio

Il Comune di Sassari sospende l’avvio di tre interventi finanziati con risorse Pnrr per evitare che un eventuale definanziamento ricada interamente sulle casse di Palazzo Ducale. La giunta comunale ha approvato un atto di indirizzo che blocca ogni attività capace di generare nuovi costi per la ristrutturazione dell’edificio vincolato di via Zara, l’ampliamento e la ristrutturazione dell’edificio non vincolato che ospita i Servizi sociali, la dismissione della diga di Bunnari basso e la progettazione delle opere di sistemazione idraulica.

Il nodo della rendicontazione entro il 30 giugno

La decisione nasce dal rischio legato ai tempi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il Comune di Sassari ha ottenuto diversi finanziamenti per opere infrastrutturali, ma una parte degli interventi non potrà essere conclusa e rendicontata entro la scadenza del 30 giugno. In assenza del rispetto dei tempi previsti, il governo potrebbe adottare provvedimenti di definanziamento per l’intero importo assegnato alle opere interessate.

Per l’amministrazione comunale, proseguire con attività onerose senza garanzie sulla copertura finanziaria avrebbe esposto l’ente a un rischio rilevante: dover sostituire integralmente con fondi propri le risorse Pnrr eventualmente revocate. Da qui la scelta di fermare gli interventi considerati più esposti, mettendo in sicurezza gli equilibri di bilancio.

Una copertura parziale, in caso di necessità, potrebbe arrivare dalla quota libera dell’avanzo di amministrazione, pari a 6 milioni e 662 mila euro. Si tratta di risorse che possono essere destinate anche a spese di investimento, ma insufficienti a garantire da sole la piena copertura dei lavori più onerosi in caso di definanziamento totale.

Le opere considerate più a rischio

L’atto di indirizzo è stato approvato dall’esecutivo su proposta del sindaco Giuseppe Mascia. La scelta delle opere da sospendere è arrivata dopo una valutazione tecnica e amministrativa condotta con il supporto della direzione generale e dei dirigenti dei diversi settori.

Tra i criteri considerati figurano lo stato amministrativo ed esecutivo degli interventi, il valore economico dell’impegno che ricadrebbe sul Comune, la strategicità delle opere rispetto al programma dell’amministrazione e la possibilità di accedere ad altre fonti di finanziamento.

Alla luce di queste verifiche, sono stati individuati come maggiormente critici tre interventi: la ristrutturazione dell’edificio vincolato di via Zara, del valore di 6 milioni e 400 mila euro; l’ampliamento e la ristrutturazione dell’edificio non vincolato dei Servizi sociali, per 8 milioni di euro; la dismissione della diga di Bunnari basso con la progettazione delle opere di sistemazione idraulica, per 7 milioni e 400 mila euro.

Masala: chiesta la rimodulazione dei finanziamenti

L’assessore al Bilancio, Giuseppe Masala, ha spiegato che la scadenza fissata per la rendicontazione non consente il completamento delle opere nei tempi richiesti. Proseguire senza certezze, ha chiarito, significherebbe esporre il Comune al rischio di perdere l’intero finanziamento e di dover coprire gli importi con risorse proprie.

La sospensione viene quindi presentata come una misura cautelativa. L’amministrazione ha scelto di chiedere all’Unità di missione del Ministero dell’Interno la rimodulazione delle linee di finanziamento, con l’obiettivo di riportare le opere alle rispettive fonti originarie e salvaguardarne la realizzazione attraverso canali più compatibili con i tempi effettivi degli interventi.

Masala ha precisato che gli altri cantieri già avviati stanno procedendo regolarmente. Tra questi figurano il palazzetto dello sport di via Kennedy, le ciclovie e il recupero dell’immobile di corso Vittorio Emanuele, opere che secondo il Comune rispettano i tempi di rendicontazione richiesti dal Pnrr.

La linea indicata dalla giunta è dunque doppia: proteggere gli equilibri finanziari dell’ente e, allo stesso tempo, non rinunciare alla realizzazione delle opere pubbliche. La sospensione degli interventi più esposti punta a evitare decisioni irreversibili in una fase in cui il rischio di definanziamento resta legato ai tempi stretti del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Annalisa Biasi Avatar
Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to