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Rifiuti, i Comuni del Nord Ovest Sardegna chiedono lo stop ai conferimenti a Tossilo senza nuove garanzie

20/04/2026

Rifiuti, i Comuni del Nord Ovest Sardegna chiedono lo stop ai conferimenti a Tossilo senza nuove garanzie

Ventotto Comuni del Nord Ovest Sardegna chiedono alla Regione di fermare l’avvio dei conferimenti dei rifiuti indifferenziati al termovalorizzatore di Tossilo previsto dal 20 aprile, almeno fino alla definizione di un quadro amministrativo e politico ritenuto chiaro, sostenibile e tutelante per i territori coinvolti. La richiesta è rivolta all’assessora regionale della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi e si articola in tre punti: rinviare l’avvio dei conferimenti fino alla stipula di una convenzione che contenga clausole di garanzia per i Comuni conferenti, modificare la pianificazione regionale tenendo conto delle osservazioni del Nord Sardegna e chiarire la ripartizione dei flussi dei rifiuti nell’intero ambito regionale.

La posizione è stata formalizzata in un documento congiunto sottoscritto dai sindaci di Sassari, Alghero, Castelsardo, Porto Torres, Sennori, Sorso, Stintino e Valledoria, quest’ultimo anche in rappresentanza dei Comuni di Viddalba e Sedini, insieme ai presidenti dell’Unione dei Comuni del Coros e dell’Unione dei Comuni dell’Anglona e della Bassa Valle del Coghinas. I firmatari rappresentano i Comuni che conferiscono attualmente alla discarica consortile di Scala Erre, nel territorio di Sassari, e contestano apertamente la scelta regionale, ritenuta penalizzante per l’intero quadrante nordoccidentale dell’isola.

Le tre richieste dei Comuni e la contestazione alla Regione

Secondo gli amministratori locali, la comunicazione arrivata da Cagliari appena due giorni prima dell’avvio fissato per il 20 aprile non lascia emergere una reale disponibilità a recepire le osservazioni presentate dal territorio. I sindaci parlano di una decisione assunta senza un confronto sufficiente e sostengono che la data indicata dalla Regione non sia tecnicamente rispettabile. Alla base della contestazione ci sono motivi amministrativi e organizzativi precisi: i rapporti tra i Comuni e la Tossilo Spa devono ancora essere contrattualizzati e, prima di procedere, sarebbe necessario assumere nuovi impegni di spesa, dopo aver rimodulato quelli già stanziati in favore del Comune di Sassari per i conferimenti a Scala Erre.

Per i 28 Comuni firmatari, inoltre, il nuovo assetto dei conferimenti non può essere affrontato come una semplice variazione logistica. Il trasferimento di una parte dei rifiuti indifferenziati verso Tossilo e il mantenimento di un’altra quota a Scala Erre comporterebbero una riprogrammazione complessa dei trasporti, che richiede tempi tecnici, ridefinizione dei servizi e un adeguamento da parte dei soggetti che curano raccolta e conferimento per ciascun Comune. In assenza di queste condizioni, il rischio è quello di creare disordine gestionale e aggravi economici senza un’effettiva base organizzativa.

Il nodo dei costi e il timore di un aumento della Tari

La critica più netta riguarda però il profilo economico. Il sindaco di Sassari Giuseppe Mascia, che si è fatto portavoce del territorio in qualità di rappresentante del Comune capofila dei conferenti a Scala Erre, ha parlato di un notevole incremento dei costi di smaltimento a carico dei contribuenti del Sassarese, a fronte di una diminuzione dei costi per altri ambiti regionali. Secondo questa lettura, il nuovo sistema finirebbe per scaricare sul Nord Ovest Sardegna un peso economico sproporzionato, determinato soprattutto dalla differenza tra le tariffe applicate nei vari impianti regionali e quelle previste a Tossilo.

L’effetto, avvertono i Comuni, si rifletterebbe inevitabilmente sulla Tari, con rincari che colpirebbero cittadini e imprese di un territorio che, negli anni, ha invece investito sull’estensione del porta a porta e su una gestione economico-finanziaria considerata virtuosa del complesso di Scala Erre. Secondo il Comune di Sassari, l’attuale equilibrio del nuovo contratto di gestione della discarica si basa infatti su una programmazione dei flussi diversa da quella che si verrebbe a creare con il dirottamento di parte dei rifiuti verso Tossilo. Una modifica di questo tipo imporrebbe la revisione del Piano economico finanziario dell’impianto e comporterebbe con ogni probabilità un aumento della tariffa di conferimento, necessario a coprire i costi fissi della struttura.

La richiesta di rivedere la pianificazione regionale

Il confronto con la Regione si è già svolto martedì scorso negli uffici dell’assessorato della Difesa dell’Ambiente a Cagliari, dove una delegazione del Comune di Sassari composta dal sindaco Mascia, dal vicesindaco Pierluigi Salis e dal dirigente Gianni Pisoni ha illustrato all’assessora Laconi, al capo di gabinetto Cesare Moriconi, al direttore generale Matteo Muntoni e al dirigente del Servizio Tutela dell’Atmosfera e del Territorio Salvatore Pinna le criticità economiche e organizzative dell’operazione. Ma il Nord Ovest Sardegna, in quella sede, non si è limitato a contestare il metodo o i tempi.

Il nodo politico sollevato dai Comuni riguarda il Piano regionale di gestione dei rifiuti, che secondo gli amministratori non definisce in modo sufficientemente chiaro la distribuzione dei flussi. Una scelta di questa natura, sostengono, non può essere demandata al gestore dell’impianto Tossilo Spa, ma deve restare in capo alla Regione, che ha il compito di stabilire quantitativi e destinazioni in base a criteri di fattibilità tecnica ed equilibrio economico. Da qui la richiesta di rivedere non solo lo schema di convenzione proposto da Tossilo, ma anche lo stesso Piano regionale, affinché diventi davvero uno strumento di pianificazione trasparente, capace di tenere conto delle specificità territoriali e degli effetti socio-economici sulle comunità coinvolte.

La posizione espressa da Palazzo Ducale, a nome di una vasta area del Nord Sardegna, è dunque molto netta: prima di procedere serve una correzione di rotta. Per i Comuni firmatari non è in discussione soltanto una scelta tecnica sulla destinazione dei rifiuti, ma un principio di equità territoriale e di sostenibilità amministrativa che, a loro giudizio, la Regione non può ignorare.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.