Sassari, corso Asl sui disturbi alimentari il 7 e 8 maggio
05/05/2026
La Asl di Sassari ha organizzato per il 7 e 8 maggio il corso di formazione “Il Day Hospital nei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione: modelli clinici a confronto”, un appuntamento rivolto ai professionisti sanitari impegnati nella presa in carico dei disturbi dell’alimentazione e della nutrizione. Il corso si svolgerà a Sassari, nella Palazzina H di via Rizzeddu 21B, ed è accreditato per 16 crediti ECM, come indicato nella locandina ufficiale dell’iniziativa.
L’obiettivo è approfondire il ruolo del Day Hospital come livello assistenziale intermedio tra il trattamento ambulatoriale e quello residenziale, in grado di garantire intensità di cura senza interrompere completamente il legame del paziente con il proprio contesto di vita. A spiegare il senso dell’iniziativa è Antonella Amadori, responsabile della Ssd Disturbi dell’alimentazione e della nutrizione della Asl di Sassari e responsabile scientifico del corso.
Day Hospital e rete di cura per i disturbi alimentari
Secondo Amadori, il Day Hospital rappresenta un setting terapeutico strategico perché consente di coniugare riabilitazione nutrizionale, lavoro psicoterapeutico intensivo e reinserimento sociale. Questa formula può ridurre il rischio di cronicizzazione e istituzionalizzazione, offrendo una risposta più flessibile ai bisogni dei pazienti adulti e minori.
Il corso si inserisce in una fase rilevante per la Sardegna, che attraverso il proprio Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale per i disturbi alimentari ha previsto la realizzazione di due centri diurni pilota, uno a Sassari e uno a Cagliari. Una delibera regionale ha autorizzato la possibilità di strutturare questi servizi, riconoscendo il Day Hospital come nodo essenziale della rete di cura.
Docenti nazionali e modelli clinici a confronto
Tra i relatori figurano professionisti di rilievo nazionale: il professor Giovanni Abbate Daga, direttore del Centro per i disturbi alimentari della Città della Salute di Torino e vicepresidente della Società italiana di Psichiatria; Carlotta De Bacco, responsabile del Day Hospital dello stesso centro torinese; Caterina Renna, responsabile della struttura complessa DNA di Lecce e referente ministeriale del Fondo DNA; Patrizia Todisco, presidente della Società Italiana per lo Studio dei Disturbi del Comportamento Alimentare; e Marco Massa, direttore sanitario di Villa del Principe, struttura residenziale per i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione.
Il programma del 7 maggio prevede, dopo la registrazione dei partecipanti e i saluti istituzionali, interventi dedicati alla rete DNA in Sardegna, al trattamento intensivo, al Day Hospital nel privato convenzionato, al ricovero riabilitativo, alla transizione tra i diversi livelli di cura e al Fondo DNA nel Sud Italia. Nel pomeriggio saranno affrontati anche il modello integrato della Asl di Lecce, le terapie espressive e l’esperienza del Centro esperto regionale DNA della Città delle Molinette.
Teleconsultazione, farmaci e trattamento semiresidenziale
La seconda giornata sarà dedicata ai casi complessi, alla fase ospedaliera, al modello di trattamento del Day Hospital di Torino e alla terapia riabilitativa residenziale e semiresidenziale secondo il modello CBT-E. Tra i temi in programma figurano anche le nuove strategie di cura attraverso la teleconsultazione e la terapia farmacologica nei disturbi alimentari, con una tavola rotonda finale sui diversi modelli di trattamento.
La formazione è destinata a psichiatri, neuropsichiatri, psicologi, educatori, tecnici della riabilitazione psichiatrica, infermieri, dietisti, medici nutrizionisti, ginecologi, endocrinologi, diabetologi e pediatri. La composizione dei destinatari conferma l’impostazione multidisciplinare del percorso, coerente con le linee di indirizzo nazionali che indicano la necessità di una rete integrata di livelli assistenziali, capace di rispondere alla gravità clinica e ai bisogni individuali dei pazienti.
Per la Asl di Sassari, l’appuntamento rappresenta un passaggio significativo nel consolidamento di una rete regionale più strutturata per la presa in carico dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. Il confronto tra modelli clinici, esperienze territoriali e competenze specialistiche punta a promuovere qualità, continuità e integrazione delle cure.
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