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Sassari, Monumenti Aperti 2026 chiude con 32.688 visitatori

09/05/2026

Sassari, Monumenti Aperti 2026 chiude con 32.688 visitatori

Sassari ha registrato 32.688 visitatori durante Monumenti Aperti 2026, confermando il forte richiamo della manifestazione che il 2 e 3 maggio ha portato cittadini e turisti nei siti storici, nei percorsi urbani, nei sentieri costieri e negli itinerari tematici dell’intero territorio comunale. Il dato segna un incremento di circa mille accessi rispetto all’edizione 2025 e consolida il ruolo dell’evento nella strategia di promozione culturale e turistica della città.

Le lunghe file davanti ai monumenti e la partecipazione diffusa alle iniziative collaterali hanno restituito l’immagine di una città attraversata da un pubblico ampio, interessato a riscoprire palazzi storici, musei, archivi, aree archeologiche e paesaggi naturalistici. L’organizzazione ha coinvolto l’Amministrazione comunale, il settore Cultura, Turismo e Grandi Eventi e numerosi soggetti del territorio, in un lavoro coordinato che ha puntato a valorizzare Sassari come destinazione culturale.

Thàmus oltre quota cinquemila, Barbacane tra i siti più richiesti

Tra i poli più frequentati si conferma la Rete museale e culturale Thàmus, che ha superato le cinquemila presenze distribuite tra Palazzo Ducale, Palazzo di Città, Palazzo dell’Insinuazione, Palazzo Infermeria San Pietro, Fontana di Rosello, Palazzo d’Usini, Barbacane del Castello aragonese e Santuario prenuragico di Monte d’Accoddi.

Particolare attenzione ha suscitato il Barbacane del Castello aragonese, riaperto stabilmente dopo dieci anni e già diventato uno dei luoghi più attrattivi della città. Oltre mille persone hanno scelto di visitarlo durante la due giorni, confermando l’interesse del pubblico per uno spazio che restituisce una parte significativa della storia urbana sassarese.

Molti visitatori hanno sperimentato anche le proposte digitali disponibili a Palazzo di Città e all’Archivio storico di Palazzo dell’Insinuazione. I visori di realtà estesa hanno permesso di vivere l’esperienza dei Candelieri digitali, in una forma immersiva e interattiva che ha affiancato la visita tradizionale con linguaggi tecnologici più vicini anche alle nuove generazioni.

Palazzo della Città metropolitana il monumento più visitato

Il sito con il maggior numero di accessi è stato il Palazzo della Città metropolitana, con la sala Sciuti e le stanze dei Reali, che ha superato le 1.700 presenze. La risposta del pubblico ha confermato il valore di un edificio capace di unire interesse storico, istituzionale e artistico, attirando residenti e visitatori provenienti anche da fuori città.

Buoni risultati sono stati registrati anche dal Museo storico della Brigata Sassari, da Villa Mimosa, Palazzo Quesada, Casa Tomè e Casa Cugurra. Il programma complessivo ha visto l’apertura di 48 siti, accompagnati da sei itinerari e quattro percorsi, oltre a numerose iniziative collaterali che hanno ampliato il raggio della manifestazione oltre il centro urbano.

Sentieri costieri, campagne e quartieri storici nel programma

Il successo di Monumenti Aperti 2026 non si è limitato ai palazzi e ai musei. Grande partecipazione è stata registrata anche per i sentieri costieri dell’Argentiera e del Lago di Baratz, dove l’accesso è stato contingentato per ragioni organizzative. Gli appassionati di trekking hanno potuto attraversare alcuni dei paesaggi più suggestivi del litorale sassarese, confermando l’interesse crescente per un turismo che unisce cultura, ambiente e mobilità lenta.

Analoga attenzione è stata riservata ai sentieri rurali tra Taniga e Logulentu, mentre tra i percorsi tematici ha avuto particolare riscontro la camminata dedicata ai villini Liberty del quartiere Cappuccini. La varietà dell’offerta ha permesso di raccontare Sassari attraverso luoghi molto diversi tra loro: architetture monumentali, memorie civiche, paesaggi agricoli, aree costiere e testimonianze del Novecento urbano.

Studenti, associazioni e musica nei luoghi della visita

Lo slogan dell’edizione, “Generazione Monumenti Aperti”, ha trovato riscontro nella partecipazione di studenti e studentesse delle scuole cittadine, dell’Università e dell’Accademia di Belle Arti. Sono stati loro, come avviene da anni, ad accompagnare migliaia di visitatori nella scoperta dei siti, trasformando la manifestazione anche in un’esperienza formativa per allievi e docenti.

Accanto agli studenti sono stati coinvolti i giovani musicisti del Conservatorio Canepa, del Liceo musicale Azuni e delle scuole medie a indirizzo musicale, protagonisti di concerti ed esibizioni nei luoghi di visita. Hanno partecipato inoltre i Gremi cittadini, le associazioni culturali e sportive e numerosi volontari, contribuendo a dare alla manifestazione un carattere diffuso e comunitario.

Tra le iniziative collaterali hanno attirato curiosità lo storytelling dell’Associazione Quiteria nel Parco di Monserrato, con un pic-nic in abito d’epoca ispirato alle atmosfere della belle époque, la mostra “Sardegna, Novecento di confine” a Palazzo Tavolara, visitabile fino al 28 giugno, e la microinstallazione “In tasca solo pezzi di casa” dell’artista e performer Maria Jole Serreli, ospitata a Palazzo Infermeria San Pietro e scelta come immagine simbolo dell’edizione sassarese.

Per Sassari si è trattato del ventesimo anno all’interno del circuito Monumenti Aperti, organizzato da Imago Mundi OdV, che nel 2026 celebra la trentesima edizione e coinvolge oltre 80 Comuni in Italia, di cui 59 in Sardegna. Il risultato registrato nel capoluogo turritano conferma la capacità dell’appuntamento di mobilitare pubblico, scuole, istituzioni e associazioni attorno alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.